Lo stress: Il ladro della bellezza

Stress

Uno dei più grandi ladri della nostra bellezza è lo stress e consiste in uno stato di tensione costante che logora mente e corpo.
Accelera i processi di invecchiamento perché provoca danni sulla struttura del DNA rompendo i telomeri che sono una sorta di “cappuccio” dei cromosomi causando di conseguenza la morte delle cellule. C’è una forte relazione fra stress e malattie anche gravi.

Esistono due differenti tipi di stress.

Lo stress ossidativo ovvero quello causato dallo smog, dal fumo, da un’alimentazione sbagliata, da un accumulo di tossine che sballano l’equilibrio dell’organismo.
Lo stress psicoemotivo, quello di cui voglio parlarvi, causato dalle pressioni del mondo esterno, dalle aspettative, dalle convinzioni, dal lavoro, famiglia, ecc.

I social per esempio ci mettono sempre a confronto con persone che ostentano bellezza, ricchezza, esperienze meravigliose lontane della realtà. Ovviamente per mostrarsi pubblicano il meglio e di conseguenza noi idealizziamo il resto del mondo svalutando noi stesse. Ma la realtà è differente. Ci dimentichiamo che vediamo solo quello che vogliono mostrarci.
Lo stesso vale per Youtube: ci sono persone che cucinano con facilità, fanno ginnastica senza fatica, si truccano come star in 5 minuti. Non sappiamo il lavoro che hanno fatto in precedenza per arrivare al prodotto finale. Non riflettiamo sul fatto che c’è un processo alle spalle: per questo ci sentiamo frustrati se non otteniamo gli stessi risultati dei tutorial visti sui social.

Quando il giornalista chiese a Edison come si sentiva ad aver fatto 2000 tentativi falliti per inventare la lampadina lui rispose “Io non ho fallito duemila volte nel fare una lampadina; semplicemente ho trovato millenovecentonovantanove modi su come non va fatta una lampadina. “
Quando sbagliamo anche solo una volta cadiamo nella frustrazione e nell’ansia spesso rinunciando a riprovare.

Tutto quello che respiriamo dall’ambiente esterno soprattutto quando non coincide con il nostro essere è fonte di stress.
Il risultato è l’incapacità di prendere decisioni lucidamente, ci si arrabbia o si piange per nulla perdendo la razionalità.

Questo malessere si ripercuote anche sugli organi

Lo stomaco somatizza restringendosi o con difficoltà di digestione, acidità gastrica, reflusso.
L’intestino si impigrisce o lavora eccessivamente procurando crampi e gonfiori.
L’apparato femminile ne risente con cistiti e candidosi.
I bronchi con asma e difficoltà a respirare profondamente e regolarmente quindi limitando l’ossigenazione
La pelle che può presentare affezioni come eczemi, acne, rosacea, dermatiti, psoriasi.
Le articolazioni soffrono: la mascella, le tempie e la fronte, la bocca sono le zone dove più si accumula la tensione. Il digrignare i denti durante la notte sgretola lo smalto dei denti, causa dolori mandibolari e modifica la struttura del volto provocando cedimenti e invecchiamento precoce.
I vasi sanguigni si irrigidiscono e questo porta a una minor ossigenazione del sangue che provoca opacità della carnagione e alla rottura del collagene, la proteina che mantiene la pelle compatta e giovane.

Come possiamo tenere a bada il cortisolo, ovvero l’ormone che si attiva quando siamo in tensione?

Sviluppando ormoni che contrastano l’aumento dell’attività del cortisolo
la dopamina: ormone del benessere che aumenta quando ci impegniamo e ci focalizziamo in noi stesse e siamo soddisfatte dei nostri lavoro, quando mangiamo bene, quando facciamo attività fisica
l’ossitocina: ormone dell’amore quando ci si abbraccia, ci si bacia, quando si accarezza un gattino o un cagnolino
le endorfine: gli ormoni “antidolorifici”, si sviluppano quando ridiamo e siamo felici
la serotonina: ormone del buonumore che si libera quando ascoltiamo musica che ci piace, quando balliamo e cantiamo, quando leggiamo un bel libro, quando facciamo attività fisica adatta a noi

Cosa possiamo fare?

  • Sviluppare la gratitudine: quando non si è grati di quello che si ha, quando non si nota il bello che ci circonda ma fin dalla mattina ci si focalizza sulla mancanza, questo genera stress
  • Abbassare le aspettative emotive e economiche che non sono nostre ma che spesso ci arrivano dal mondo esterno
  • Accettare che non significa rassegnarsi ma comprendere che gli eventi accadono e solo se siamo lucide possiamo affrontarli al meglio. Quando invece ci arrabbiamo senza agire sprechiamo solo energie.
  • Creare una routine quotidiana sana riduce lo stress: svegliarsi già arrabbiate o guardare subito i social appena sveglie ci mette già a confronto col mondo. In più instaurando una routine non rischiamo di perdere tempo. Un mio coach affermava che i contadini avendo una routine fissa di alzarsi presto e prendersi cura degli animali non hanno la tendenza ad essere depressi o stressati.
  • Meditare: la meditazione ci riporta di nuovo in contatto con noi stessi in una sorta di “ritorno a casa”. Si può praticare con una passeggiata nella natura o seguendo la tecnica che più ci è congeniale
  • Focalizzarci sui nostri valori e qualità, su quello che ci piace e sappiamo fare con creatività e divertimento
  • Eliminare i paragoni e la competizione, capire che ognuno ha le proprie qualità e il proprio percorso
  • Nutrirsi di immagini positive che ci arricchiscono non che ci limitano
  • Staccare non per isolarci ma per tornare in noi stesse
  • Bere di più! Lo stress disidrata e il corpo chiede più acqua. evitare il caffè che stimola e disidrata e preferire tisane e decotti magari con erbe rilassanti: malva, melissa, verbena, tiglio. Oltre ad essere buone mettono pace senza creare sonnolenza.
  • Massaggiarci: abbiamo già parlato dell’importanza del contatto fisico. In un momento in cui dobbiamo mantenere distanze sociali abbiamo ancora più bisogno di prestarci cure amorevoli
  • Ginnastica: del corpo e del viso. Il movimento scatena endorfine ed diventare belle e toniche aiuta a sviluppare l’autostima


Diventando più forti e centrate su noi stesse riusciamo ad affrontare ogni momento difficile e ogni situazione avversa. I problemi non si possono evitare, quello che conta è diventare forti per affrontarli e superarli razionalmente.
Dobbiamo diventare come un albero ben piantato curando le radici per renderle forti: anche se soffia un vento potente l’albero accetta e aspetta che passi per tornare saldo e nella serenità.

A cura di Francesca Serra

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Aga Nowak

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